8 gennaio 2012. Su La Lettura del Corriere una recensione di Gilda Policastro a Teoria del romanzo di Guido Mazzoni (Il Mulino). Si parte dal Satyricon. È significativa questa chiamata in causa di Petronio, anche se (e proprio perché) il romanzo antico era un genere letterario delle classi subalterne derivante dalla degradazione di forme e temi dell’alta cultura greca, portato da Petronio nell’alta letteratura romana sottoforma di romanzo rovesciato, un antiromanzo dalla struttura estremamente composita e allo stesso tempo profondamente unitaria. D’altra parte «nella sequenza dei testi accreditati ad un genere accadono spesso inezie, – scriveva Giancarlo Mazzacurati in Il Fantasma di Yorick. Laurence Sterne e il romanzo sentimentale (Liguori 2006, pp. 71-72) - che d’improvviso si trasformano in veri e propri uragani e modificano le più radicate tipologie, le più certificate formule, con un effetto d’urto che coinvolge anche i generi contigui». Questa ibridazione dice ancora molto alla letteratura italiana di oggi. È dunque necessario «leggere anche in forme meno massive» (per usare un’espressione della Policastro), tant’è vero che il superamento del genere è ormai una realtà quasi universalmente conclamata.
domenica 8 gennaio 2012
lunedì 2 gennaio 2012
[Mistero della presenza reale ed enigma del Medesimo]
“in ogni religione l’uomo religioso è un’eccezione”
(F. Nietzsche, La gaia scienza, III, 128)
1. Circolo vizioso. La nozione di “inconscio” è assente nel linguaggio di Klossowski. La realtà del corpo sostituisce l’irrealtà dell’inconscio, per cui la dialettica si pone in termini di coscienza/corpo e non più, freudianamente, coscienza/incoscienza. La semiotica impulsionale riguarda esclusivamente il corpo. L’inconscio è il corpo. Le forze impulsionali sono del e nel corpo, perché il sé è il corpo.
Il simulacro è, viceversa, un compromesso ossia la necessità strategica di aderire, attraverso la simulazione/dissimulazione, al linguaggio dell’ambiente istituzionalmente inteso. La finalità del simulacro come pensiero corporante è infatti l’espressione del sé corporeo impulsionale, sia pur senza negare la realtà istituzionale ma instradandola su valori positivi. Il simulacro per eccellenza è l’arte.
Risposta al post “Scontro al vertice (II)” nel blog Cr@pulaClub
Un bell’agone calcistico! Semmai ci vedrei di più Sacher-Masoch al posto di Sade nei rapporti con Socrate. Magari Rimbaud sarebbe più interessato all’estremità tanto bellina di Alcibiade, a sto punto… Ma che Sartre abbracci Socrate mentre Arturo gli vomita addosso è esilarante! Complimenti a alfahridi e a Alonso Quijano.
giovedì 29 dicembre 2011
E poi, cos’è questo culto per l’arte espressa nelle cosiddette “opere”?
Passabilmente, io su Facebook ho a che fare con una decina di persone, una quindicina - io penso che sia anche normale questo – anche se risulterebbe che ho circa mille amici, proprio io che sono stato da sempre così elitario, così rompiscatole, probabilmente, secondo qualcuno che non mi conosce bene oppure mi conosce molto bene e che, in ogni caso, non mi ha intuito per niente, non ha mai letto una riga di mio. E soltanto un paio di queste persone risiedono anagraficamente, come me (che non sono di nascita meridionale) a Caserta, quindi non mi curo, di fatto, di intrattenere rapporti virtuali basandomi sulle residenze anagrafiche proprio perché anche sul piano reale io nella vita privata ho frequentazioni anche molto amichevoli, anche risalenti a date antiche, con un numero di persone che si possono contare sulle dita di una mano o tutt’al più di due (dipende dai periodi): e alcune di queste o non sono su Facebook oppure lo rifiutano.
mercoledì 28 dicembre 2011
Legge Bacchelli per il poeta Pierluigi Cappello
Dalla bacheca Facebook di un amico: Pierluigi Cappello, uno dei poeti viventi più importanti a livello mondiale versa in una situazione ignominiosa. E' su una sedia a rotelle senza assistenza e vive ancora in un prefabbricato del 1976 anno del terremoto in Friuli.
Ci stiamo mobilitando perché gli venga attribuita la pensione che la legge Bacchelli prevede.
Per favore, tutti, scrivete una mail a: presidente.consiglio@regione.fvg.it
Sostengo la proposta di assegnazione dei benefici previsti dalla legge Bacchelli al poeta Pierluigi Cappello.
Inondiamo la casella postale.
Firmate e fate girare. GRAZIE
Sandro df
venerdì 23 dicembre 2011
Merci, tutt’e due
Confesso: non mi piace la gente ma quando ne sono troppo lontano provo nostalgia e mi catapulto per strada.
Già. Il mio rapporto con Silvana attraversa un momento d’imbarazzo da quando ho scoperto che è gelosa della mia frequentazione di internet. Mi ha telefonato Valerio e abbiamo deciso che fa troppo freddo per uscire stasera contrariamente a quanto era stato proposto due o tre giorni fa da Tiziana. Dopo un giro di telefonate, prima di Tiziana a me, poi mia a Valerio ieri, senza che mi rispondesse nessuno - intanto stamattina avevo accennato di persona a Silvana di questa eventualità di incontrarci tutti, che c’era nell’aria fredda, troppo fredda: improbabile! - oggi di Valerio a me, non se n’è fatto più niente. Non è improprio affermare che Silvana, Tiziana, Valerio e alcuni altri fanno parte di un mio giro. Li vedo volentieri. Ciò corrisponde a una mia modalità relazionale ben precisa, per così dire visto che nei rapporti con gli altri predomina il caos, come nella vita e io, come non leggo libri di intrattenimento, a meno che non siano scritti bene e a quel punto sono qualcosa d’altro, allo stesso modo non frequento persone per intrattenermi. Passo il tempo con gli altri quando ritengo che ci sia un dialogo in corso, ci facciamo compagnia, parliamo come ci viene fatto di parlare altrimenti sarebbe un lavoro, chiacchieriamo. In caso contrario, in compagnia di chiunque il tempo non passerebbe, sarebbe un supplizio e la frequentazione morirebbe per autoselezione.
L’ho constatato a vent’anni.
Anche prima.
E ora sto pensando che mi sono dimenticato di avvisare Tiziana.
Abbiamo rimandato tutto a dopo il 26 dicembre, glielo dirò.
Valerio mi ha salutato bruscamente per avvisarmi che mi avrebbe richiamato dopo dieci minuti. Ho aspettato un quarto d’ora e sono uscito a metà pomeriggio avvolto da una folla calorosa nella sua vitalità ma che era anche un opprimente casino.
A Silvana nascondo che mi sono accorto della sua gelosia.
D’improvviso la vita è apparsa, per strada, con una sua saggezza morbida comoda che non mi sarei aspettato di ritrovare e infatti non si trova da nessun’altra parte se non nel contatto coi corpi. Ma come si fa a essere gelosi di rapporti virtuali? Eppure è così: mi sono ripromesso di non parlare più con lei di ciò che accade in rete, anche se di tanto in tanto è inevitabile che dei riferimenti nei miei discorsi ricorrano. Sa di sentirsi esclusa da questo aspetto della mia vita. Però è lei che si esclude, e io non capisco, io la metto al corrente, è lei che non vuole sentire; se non la informo, allora non sono contento io che devo autocensurarmi. Detesto quelli che quando li incontri o senti per telefono, e coi quali hai comunicato in rete magari poche ore prima, fanno finta di non presupporre quello che ci si è detti e devi ricominciare tutto daccapo. Allora che si connettono a fare? È scoraggiante dover spiegare di nuovo ogni volta tutto. È un atteggiamento ipocrita, io ho dato amicizia a troppi su Facebook, l’ultimo dell’anno eliminerò dai miei contatti queste ipocrisie e meschinerie intrugliate. Ma ecco che per ignorare la gelosia di Silvana sono entrato in una pizzeria dove ho assistito a questo dialogo:
"Come si chiama?"
"Marguerite Yourcenar."
"Mai sentita."
Per poco non mi andava di traverso l'arancino che tenevo in mano. In genere mi impiccio dei fatti degli altri, sono molto curioso, ma stavolta non sono intervenuto. Chi me lo faceva fare? Sennonché ero in una libreria, tanto cosa cambia? Merci, tutt’e due, la pizza dopo (cioè, prima). A questo punto, avrei di che consolarmi se, mettiamo, un dialogo analogo andasse invece così:
“Come si chiama?”
"Sandrino De Fazi"
"Mai sentito."
Ecco. C'è bisogno di silenzio.
(“La scrittura creativa è un'attività fondamentalmente amatoriale. Chi la pratica è una persona solitaria che rovista nei rifiuti, non un team specializzato che produce forme di intrattenimento, e noi americani siamo abbastanza fortunati da vivere in un meraviglioso mondo di spazzatura” Jonathan Franzen, Come stare soli. Lo scrittore, il lettore e la cultura di massa)
Traduzioni
da Omero,
Odissea, I, 1-5
Cantami, Musa, quell’uomo dal vario
ingegno, che moltissimo andò errando,
dopo aver devastato la potente
città di Troia; vide le città
di molti uomini e ne conobbe il cuore,
e soffrì a lungo in mare e in fondo al cuore,
contendendo la vita ed il ritorno
dei compagni…
*
dall’Antologia Palatina,
V, 11 (di Anonimo)
Se salvi quelli in mare, Ciprigna, me naufrago a terra
salva, o propizia, me pure che sono perduto.
30 ago. 1999
*
da Catullo,
Liber, 48
Dolcezza mia, i tuoi occhi, Giovenzio,
i tuoi occhi di miele, mio Giovenzio,
se tu volessi, li bacerei sempre,
li bacerei trecentomila volte,
mai e poi mai me ne vedrei sazio, -
non ne sarei mai, e poi mai, sazio:
nemmeno se più fitto di una messe
di spighe fosse il campo dei miei baci.
29 ago. 1999
*
da Sylvia Plath,
La rivale (in Ariel)
Se sorridesse, ti somiglierebbe la luna.
Fai la stessa impressione:
Di una gran bella cosa, annichilente.
Entrambi siete mutuatari di luce.
La sua bocca ad O si addolora al mondo; la tua
è insensibile a influssi.
Tuo primo regalo è far pietra di tutto.
Mi sveglio a un mausoleo; tu sei qui,
Muovi le dita sulla tavola di marmo, cercando
sigarette,
Dispettoso come una donna, non così nervoso.
E muori dalla voglia di dire qualcosa d’incontestabile.
Anche la luna degrada i suoi sudditi,
Ma di giorno è ridicola.
Le tue insoddisfazioni, d’altra parte,
Arrivano per posta con regolarità amorosa,
Bianche e vacue, espansive come il monossido di carbonio.
Nessun giorno è al sicuro da notizie di te,
Che cammini forse per l’Africa, ma pensando a me.
SUL SILENZIO E SULLE PAROLE. Splendori e miserie del canone occidentale da Gérard Genette a Harold Bloom
Splendori e miserie del canone occidentale da Gérard Genette a Harold Bloom (in fieri)
[Pierre Klossowski] (18 dicembre 2008)[Il romanzo sperimentale] (in Poesia italiana, 19 ottobre 2009)Thomas Bernhard, I miei premi (in Poesia italiana, 2 gennaio 2010)[Virgilio] (31 gennaio 2011)[Giovanni Pascoli] (in http://www.lascuolachefunziona.it 8 febbraio 2011)Luigi Settembrini, I Neoplatonici (in http://sandrodefazi.blogspot.com 18 marzo 2011)Franz Krauspenhaar, 1975. Nonostante Pasolini, e purché Buzzanca non lo sappia, al liceale piacciono le donne (in Poesia italiana, 20 aprile 2011)Luca Canali, Gli ultimi giorni di Giulio Cesare (in http://www.filosofiprecari.it 8 luglio 2011)Mario Praz, La carne, la morte e il diavolo nella letteratura romantica (inhttp://www.filosofiprecari.it 21 luglio 2011)[Critica del testo] (17 settembre 2011)[Giacomo Leopardi] (in http://sandrodefazi.blogspot.com 2 ottobre 2011)[Alessandro Manzoni] (in http://sandrodefazi.blogspot.com 2 ottobre 2011)Leonardo Sciascia, L'affaire Moro (in http://sandrodefazi.blogspot.com 30 ottobre 2011)Fulvio Abbate, Pier Paolo Pasolini raccontato ai ragazzi (per il Il Futurista, col titolo Da Gennariello al Cavaliere, 18 novembre 2011)Lord Alfred Douglas, Oscar Wilde and Myself /1 (in http://sandrodefazi.blogspot.com 17 dicembre 2011)[L'imprevedibile Hitch] (in http://sandrodefazi.blogspot.com 18 dicembre 2011)
[Antiromanzo] (8 gennaio 2012)
Hermann Broch, La morte di Virgilio (14 gennaio 2012)
Dacia Maraini, La grande festa (per l'Estroverso, in www.lestroverso.it, marzo-aprile 2012)
giovedì 22 dicembre 2011
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