lunedì 2 gennaio 2012

[Mistero della presenza reale ed enigma del Medesimo]



“in ogni religione l’uomo religioso è un’eccezione”
(F. Nietzsche, La gaia scienza, III, 128)

1. Circolo vizioso. La nozione di “inconscio” è assente nel linguaggio di Klossowski. La realtà del corpo sostituisce l’irrealtà dell’inconscio, per cui la dialettica si pone in termini di coscienza/corpo e non più, freudianemente, coscienza/incoscienza. La semiotica impulsionale riguarda esclusivamente il corpo. L’inconscio è il corpo. Le forze impulsionali sono del e nel corpo, perché il sé è il corpo.
Il simulacro è, viceversa, un compromesso ossia la necessità strategica di aderire, attraverso la simulazione/dissimulazione, al linguaggio dell’ambiente istituzionalmente inteso. La finalità del simulacro come pensiero corporante è infatti l’espressione del sé corporeo impulsionale, sia pur senza negare la realtà istituzionale ma instradandola su valori positivi. Il simulacro per eccellenza è l’arte. 

Risposta al post “Scontro al vertice (II)” nel blog Cr@pulaClub


Un bell’agone calcistico! Semmai ci vedrei di più Sacher-Masoch al posto di Sade nei rapporti con Socrate. Magari Rimbaud sarebbe più interessato all’estremità tanto bellina di Alcibiade, a sto punto… Ma che Sartre abbracci Socrate mentre Arturo gli vomita addosso è esilarante! Complimenti a alfahridi e a Alonso Quijano.