Sono un fan
di Agatha Christie, ho letto molti suoi romanzi e racconti e se per questo
anche i fondamentali Quaderni segreti di
Agatha Christie di John Curran, dove viene analizzata la genesi delle sue
opere man mano che andava buttando giù appunti e stabilendo piani di lavoro.
Perciò non ho saputo resistere dall’andare a vedere il remake di Assassinio sull’Orient Express fatto da
Kenneth Branagh. Ma… c’è subito un ma perché questo suo Poirot assomiglia
piuttosto a Sherlock Holmes per il metodo analitico-deduttivo, in questo caso
più vicino a Conan Doyle che gli diede un taglio originale, che non alla
Christie più sottile e ironica, più brillante, perfettamente britannica. Il
Poirot di Branagh non è certo francese né tantomeno belga, ma tedesco. C’è pure
da dire che il precedente film di Sidney Lumet era troppo pieno di mostri sacri
– Lauren Bacall, Ingrid Bergman, Vanessa Redgrave, Wendy Hiller, lo stesso
Albert Finney… – perché un remake sia pure con la genialità di Branagh potesse
competere con esso. Non c’è quindi partita da questo punto di vista. Per il
resto, si tratta di un film senza dubbio godibile, cupo, dai forti tratti
romantici e con risvolti filosofeggianti in senso morale, tutto sommato più
vicino a Edgar Allan Poe che non a Conan Doyle; ma ciò è legittimo, quando si
tratta di un visionario multiforme quale è Branagh. Ma non è un film
superlativo, non al pari con Lumet e soprattutto non con la Christie.
Visualizzazione post con etichetta Agatha Christie. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Agatha Christie. Mostra tutti i post
martedì 5 dicembre 2017
giovedì 1 ottobre 2015
Stati Facebook (Settembre 2015)
Il Pd di Renzi mi pare la Fratellanza islamica del libro di
Houellebecq. Inquietante.
1 settembre
*
anne caelestes dii catholicorum dominantur,
terreni incolunt singula?
2 settembre
*
Ma cos'è tutto questo odio contro chi opera nella scuola? Ho
rimosso una fbamicizia. Proprio non si tollera che si spari a zero contro gli
insegnanti specialmente in una congiuntura così complessa. Trovo che sia da
balordi.
3 settembre
《Venezia è città che sveglia nei ben vivi tutte le potenze
vitali, impedendoli di acquietarsi nell'automatismo dei consueti sentimenti e
pensieri, donando loro sempre nuovi motivi di stupore e di esaltazione.》
(Diego Valeri, Guida sentimentale
di Venezia)
4 settembre
*
Capito i giornalisti di regime? Al TG1: gli 80 euro di Renzi
hanno fatto risalire i consumi!... che roba.
In
un bel bar che frequento da poco, il proprietario per due volte mi ha chiamato
maestro.
Alla seconda volta ho replicato: "Io però sono professore, non maestro!"... ahahah poi mi ha spiegato che mi vede come artista, o di quadri, musica, scrittore ecc.
Alla seconda volta ho replicato: "Io però sono professore, non maestro!"... ahahah poi mi ha spiegato che mi vede come artista, o di quadri, musica, scrittore ecc.
"Beh
grazie, comunque ha colto bene, scrivo. Sono contento di non passare
inosservato ahahah"
5 settembre
*
Se tu venissi nell’Autunno,
spazzerei via l’Estate,
con un gesto annoiato e un sorriso
come le massaie scacciano una mosca.
Se a vederti mancasse ancora un anno,
avvolgerei in gomitolo ogni mese –
riponendo ciascuno in un cassetto,
per timore che i numeri si fondano -
Se il ritardo non fosse che di secoli,
conterei sulla mano, sottraendo,
finché non mi cadessero le dita
nella terra di Van Dieman.
Se fossi certa, dopo questa vita,
che la tua e la mia saranno ancora,
la scaglierei, come una scorza vana,
e prenderei l’Eterno –
Ma ora, incerta della misura
di questo, che ci divide,
mi punge, come l’Ape coboldo –
che non definirà – il suo aculeo.
(Emily Dickinson, 1862, versione di
Ginevra Bompiani)
7 settembre
*
Ma la famiglia di Marta Russo pensa che
sparando a zero contro Giovanni Scattone riportano
in vita la ragazza? A che serve tutta questa polemica? Se la legge non ha
niente da obiettare alla sua assunzione, perché devono avere da ridire gli
altri? Ma ho appreso adesso che Scattone ha rinunciato al posto che gli
competeva. A me pare un'ingiustizia.
Mi sono beccato il classico raffreddore
settembrino, mi sento tutto amorfo e traballante come il protagonista di Sottomissione di Houellebecq. Ma, a
differenza di questo (del protagonista e non, si spera, di Houellebecq),
all'islam non mi converto.
10 settembre
*
E così François non ha resistito
all’islam. L’ultimo capitolo però è scritto al condizionale passato: a rigore,
viene da pensare a un’ipotesi di futuro e non a una necessità ineluttabile.
François, che è anche una metafora della cultura occidentale, non dà il minimo
segno di resistenza in tutto il libro, sia nelle sue vicende private che in
quelle pubbliche. Nemmeno ha un sussulto di autostima in finale, a parte essere
e considerarsi il più grande studioso vivente di Huysmans. Ma mi piace pensare
a un finale aperto, anche se non si danno altre ipotesi e l’unica praticabile è
la sottomissione all’islam.
11 settembre
*
Ho acquistato sapientissimi cristalli di
quarzo alla Fiera d’Oriente: si lascia che il loro aroma si disperda per
l’ambiente, regolano l’equilibrio psico-fisico e combattono gli spiriti maligni,
comunque li si intenda. Poi una volta a settimana bisogna rimescolarli,
agitarli.
Io sono ancora un po' raffreddato e non
sento del tutto il loro profumo, ma non dubito dell'effetto benefico.
13 settembre
*
《Quando il maggior pericolo è la morte, si spera nella
vita; ma quando si conosce il pericolo ancora più terribile, si spera nella
morte. Quando il pericolo è così grande che la morte è divenuta speranza, la
disperazione è assenza della speranza di poter morire.》
( S. Kierkegaard, La malattia mortale)
14 settembre
*
Dal mio vivace foco
nasce un effetto raro,
che non ha forse in altra donna paro:
che, quando allenta un poco,
egli par che m'incresca,
si chiaro è chi l'accende e dolce l'ésca.
E, dove per costume
par che 'l foco consume,
me nutre il foco e consuma il pensare
che 'l foco abbia a mancare.
nasce un effetto raro,
che non ha forse in altra donna paro:
che, quando allenta un poco,
egli par che m'incresca,
si chiaro è chi l'accende e dolce l'ésca.
E, dove per costume
par che 'l foco consume,
me nutre il foco e consuma il pensare
che 'l foco abbia a mancare.
(Gaspara Stampa, CCXXXIX)
17 settembre
*
Adamo in giardino con la sua sposa
la nudità in sé non è cattiva né buona
ma lo slip che li tolse dall'idiota
beatitudine per gettarli nella vita
era parure di frasche e fu commesso
da qualcuno con l'intenzione di corrompere
- frasca o slippino ai nostri occhi è roba
uscita dalla mente di un tecnologo coi fiocchi.
la nudità in sé non è cattiva né buona
ma lo slip che li tolse dall'idiota
beatitudine per gettarli nella vita
era parure di frasche e fu commesso
da qualcuno con l'intenzione di corrompere
- frasca o slippino ai nostri occhi è roba
uscita dalla mente di un tecnologo coi fiocchi.
(Nelo Risi, da Di certe cose)
19 settembre
*
Fama volat parvam
subito volgata per urbem,
ocius ire equites Tyrrheni ad litora regis.
ocius ire equites Tyrrheni ad litora regis.
(Verg., Aen., VIII 554-555)
20 settembre
*
Ma no. Maurizio anche questa volta non ride. Appartiene ad una generazione
impassibile, che non dà importanza alle idee ma alla capacità delle idee di
mettere automaticamente chi le professa "sopra", e chi le osteggia,
"sotto". Dice, infatti, serenamente: "Un intellettuale? Giusto.
Dunque un borghese."
"L'intellettuale non è un borghese."
"L'intellettuale è un borghese."
"No, che non lo è."
"Sì, Rico, lo è."
"Se è vero che l'intellettuale è un borghese, allora tu sei un borghese due volte: come persona di estrazione borghese e come intellettuale."
"L'intellettuale non è un borghese."
"L'intellettuale è un borghese."
"No, che non lo è."
"Sì, Rico, lo è."
"Se è vero che l'intellettuale è un borghese, allora tu sei un borghese due volte: come persona di estrazione borghese e come intellettuale."
(Alberto Moravia, Io e lui, cap.
II)
22 settembre
*
SIGNORA BOYLE. Mi scusi, sa, ma bisognava procurarsi un personale adeguato
ancora prima di aprirlo, un esercizio del genere. La vostra inserzione era
tutta fumo negli occhi. Posso chiederle se sono la sola ospite... oltre al
maggiore, s'intende?
MOLLIE. Oh no, ci sono parecchie persone.
SIGNORA BOYLE. E questo tempaccio, poi... Una bufera, nientemeno. E' tutto veramente increscioso!
MOLLIE. Ma non potevamo prevederlo, il tempo!
MOLLIE. Oh no, ci sono parecchie persone.
SIGNORA BOYLE. E questo tempaccio, poi... Una bufera, nientemeno. E' tutto veramente increscioso!
MOLLIE. Ma non potevamo prevederlo, il tempo!
(Agatha Christie, Trappola per topi,
Atto I, scena 1)
24 settembre
*
"il dialoghismo è seducente e
felice a segno che non trova l'invidia ove l'emende; e tutto ciò in un idioma
straniero!"
(Metastasio a Carlo Goldoni, Vienna 30
Dicembre 1771)
28 settembre
*
Tempus in quo
praerumpuntur pilae.
*
A
1. necessità logica negativa = impossibilità assoluta
2. necessità logica positiva = necessità assoluta
3. necessità effettuale negativa = impossibilità relativa
4. necessità effettuale positiva = necessità relativa
2. necessità logica positiva = necessità assoluta
3. necessità effettuale negativa = impossibilità relativa
4. necessità effettuale positiva = necessità relativa
B
1. esclusione dell'impossibilità assoluta = "possibilità"
2. esclusione della necessità assoluta = "contingenza"
3. esclusione dell'impossibilità relativa = "compossibilità"
4. esclusione della necessità relativa = "arbitrarietà"
2. esclusione della necessità assoluta = "contingenza"
3. esclusione dell'impossibilità relativa = "compossibilità"
4. esclusione della necessità relativa = "arbitrarietà"
30 settembre
sabato 2 maggio 2015
Stati di Facebook (Aprile 2015)
“Ma anche questa nuova Albertine è multipla, e
proprio come con le più moderne tecniche fotografiche si può inquadrare una
singola chiesa successivamente nelle arcate di tutte le altre, e l’intero
orizzonte nell’arco di un ponte o fra due foglie vicine, decomponendo
l’illusione di un oggetto solido nei molteplici aspetti che lo compongono, così
il breve tragitto delle sue labbra verso la guancia di Albertine crea dieci
Albertine, e trasforma un banale essere umano in una dea dalle molte teste.”
(Samuel Beckett, Proust)
(Samuel Beckett, Proust)
2 aprile 2015
*
Emozionante visitare la sala “Marcello Gigante”
di papirologia ercolanese, stamattina alla biblioteca nazionale di Napoli.
3 aprile
*
- Forse sbagliate, a lavorare solo per i pezzi grossi. I pezzi grossi sono
noiosi. Dovreste variare, cercare degli scienziati, o dei professori, o degli
scrittori. Dev’essere interessante, lavorare per qualche scrittore famoso. Non
avete mai provato?
- No. Ammesso che gli scrittori abbiano bisogno di una segretaria.
- Certo che ne hanno bisogno.
- Conoscete qualche scrittore famoso?
- Conosco un uomo che ha scritto un libro sui bottoni, ma non è molto famoso. Beviamo qualcos’altro?
- No. Ammesso che gli scrittori abbiano bisogno di una segretaria.
- Certo che ne hanno bisogno.
- Conoscete qualche scrittore famoso?
- Conosco un uomo che ha scritto un libro sui bottoni, ma non è molto famoso. Beviamo qualcos’altro?
(Rex Stout, Nero Wolfe, difenditi!)
4 aprile
*
Nella drammatica seduta del Sinedrio
precedente alla chiamata in causa del procuratore romano, l’unico che si
sbilanci cautamente a favore dell’imputato, in un certo senso l’unico “laico”,
anticlericale, è Nicodemo, che aveva intrattenuto precedentemente colloqui
notturni, segreti, con lui (“Quomodo potest homo nasci, cum sit senex”?)
. Caifa fa il suo mestiere, dopotutto, come lo stesso Pilato, estraneo secondo
la mentalità romana al culto del popolo sottomesso: si decide a prendere
posizione, come si sa, solo quando subentrano pericoli per l’ordine pubblico,
che sì riguardavano Roma. E lo stesso Giuda non aspettava che un liberatore
politico. Insomma, ogni tassello è al suo posto altrimenti la narrazione
evangelica non avrebbe potuto sussistere né la cultura ebraica essere portata a
compimento (il che non è sempre presente nella consapevolezza dei redattori -
quantomeno sinottici - che operavano non contemporaneamente ai “fatti” ma
nell’ambito delle prime comunità cristiane, mosse da evidenti intenti
apologetici, e questo punto nessuno discute).
Certo l’espressione “sub Pontio
Pilato” è la più controversa del Credo di Nicea, in quanto ripropone il
problema del rapporto tra storicità e mito, o se si preferisce tra razionalismo
e fideismo, nel senso della scelta tra fides quaerens intellectum piuttosto
che – esigenza avvertita da due o tre secoli a questa parte - intellectus
quaerens fidem.
È dunque la teologia, giovannea
soprattutto, ad aver prodotto i fatti o i fatti hanno prodotto la teologia? E
si badi che l’ammissione del mito – dell’invenzione narrativa – appartiene a
esegeti tanto cristiani quanto ebraici (che parlano al riguardo di midrash).
Qual è la risposta? Bisogna quindi
vedere che cosa sia “essenziale” per l’esegesi, come affermava Jean Guitton.
Probabilmente, anche, nelle parole di Luca X-21: “hai nascosto queste
cose ai dotti e ai savi e le hai rivelate ai piccoli… perché così a te
piacque”.
*
Apartment 1303 3D di Michael
Taverna (2012) è un dramma familiare – una madre-diva sul
viale del tramonto alcolizzata con due figlie adulte, Janette e Lara,
disadattate ma combattive – camuffato da thriller poliziesco con risvolti
metafisici. C’è suspense.
Tutto
ruota intorno a un appartamento preso in affitto da Janette. Diventa a poco a
poco una tragedia ma non dico di più per non spoilare.
Citazioni
da Dario Argento, L’esorcista, Psycho di Hitchcock.
6 aprile
*
“È stato affermato, da più d’uno, che io, da
rigido marxista ortodosso, mi sia venuto via via mutando e abbia assunto, alla
fine, atteggiamento di critico e di oppositore. Non avrei, naturalmente, nessuna
difficoltà ad ammettere il fatto, se fosse vero; ma che non sia vero, non debbo
spendervi parole intorno: i saggi qui raccolti, e che sono tutto ciò che ho mai
pubblicato in materia, bastano a provarlo.”
(Benedetto
Croce, dalla prefazione 1899 a Materialismo
storico ed economia marxistica)
7 aprile
*
"Zitto, zitto per pietà" disse Geltrude, "che non sentano:
volete farmi diventare il ludibrio di quelle..."
Inizio modulo
"Prego coloro i quali fossero disposti ad
ammettere questo sospetto, a riflettere che essi verrebbero ad accusare
l'editore niente meno che di aver fatto romanzo, genere proscritto nella
letteratura italiana moderna, la quale ha gloria di non averne o
pochissimi." (Alessandro Manzoni, dalla prima introduzione contemporanea alla stesura
dei primi capitoli di Fermo e Lucia)
"Scrivo male: e si perdoni all'autore che egli parli di sè:
è un privilegio delle prefazioni, un picciolo e troppo giusto sfogo concesso
alla vanità di chi ha fatto un libro: scrivo male a mio dispetto; e se
conoscessi il modo di scriver bene, non lascerei certo di porlo in opera."
(Alessandro Manzoni, dall'introduzione rifatta da ultimo a Fermo e Lucia)
9 aprile
*
Una mattinata sconvolgente, da
dimenticare. Ma non dimentico come sono stato trattato, e voglio parlarne
almeno qui.
Con la premessa che non sono nato a
Caserta e mi trovo del tutto incidentalmente ad abitare in questa città a dir
poco incivile, quel che è accaduto stamattina alla Reggia è qualcosa di
inaudito e incredibile a dirsi da parte mia per primo.
Volevo entrare al parco esibendo il
modello del Miur che mi dà diritto come docente all’accesso gratuito nei musei
statali e nei siti di interesse archeologico, storico e culturale italiani. Ma,
appunto, Caserta non è in Italia ragion per cui non c’è da sorprendersi neppure
del modo in cui sono stato trattato.
Mi è stato detto, con fare molto
aggressivo, con fare sgarbatissimo, inconcepibile e da non credersi, che la
tessera non era più valida dal dicembre 2014 e che o potevo usufruirne pagando
al 50% il prezzo del biglietto, ammontante a 6 euro, oppure potevo farmi una
tessera annuale che costa 10 euro. Che bisogno c’è, però, di essere così
maleducati? Penso che chi venisse da fuori in visita, scapperebbe inorridito
per siffatti stili di comportamento, quando poi ci si meraviglia delle pessime
condizioni in cui è tenuto il Palazzo reale di Caserta.
Ometto l’estrema difficoltà linguistico-concettuale
nel comunicare con le persone addette alla biglietteria.
Riservandomi di verificare in altra sede
la veridicità di quanto mi si stava dicendo, mi ero dichiarato disponibile a
fare nel frattempo la tessera annuale. Ma purtroppo, un nuovo attacco di
aggressività gratuita mi stava di nuovo talmente investendo che per me è stato
istintivo, quasi come in una legittima difesa, mandarli al diavolo e me ne sono
andato, e solo per non voler scadere allo stello livello non li ho mandati a
quel paese con ben più convincente turpiloquio.
Tutto questo è molto grave. Mi sono
rivolto a un carabiniere che era lì presente, il quale mi ha dichiarato che
niente poteva fare da parte sua, che, anzi, se non ci fossero loro si
arriverebbe spesso allo scontro fisico. Ma vi rendete conto?
Mi consigliava quindi di ritornare in un
giorno feriale, quando una minor ressa di persone avrebbe reso meno complicate
le operazioni di ritiro della tessera.
Insomma, una mattinata letteralmente da
incubo.
Io mi faccio i complimenti da solo per
la mia azione di resistenza quotidiana nel vivere in questa città infestata da
una inciviltà di fondo, trasversale a tutte le classi sociali e che inquina i
rapporti interpersonali minimi tra le persone, rendendo la vita quotidiana
estremamente difficile.
Di fatto, sono stato leso nella mia
libertà e nel mio diritto di accedere al Parco reale.
12 aprile
*
Verso la fine del Capitolo II intitolato “Fermo” (Tomo primo),
il romanzo diventa all'improvviso un prosimetro, la prosa decolla verso la poesia:
«Quando furono sulla porta: “Mi promettete ora”, disse il
curato, “di non dir niente?” Fermo, senza rispondere gli chiese di nuovo
perdono e
da lui che molto anco volea
chiedere e udir qual lume al soffio sparve.»
14 aprile
*
Qualcuno ha scritto questa e-mail, titolo per un breve racconto alla
Stephen King o magari alla Agatha Christie.
17 aprile
*
Non amo il telefono.
Mi capita di staccarlo, il pomeriggio, o di non rispondere.
O devo ripristinare la segreteria telefonica, che da qualche tempo non
funziona.
Sono già tre volte che
chiamano nell'arco di mezz'ora e non sono andato a rispondere.
Ma perché le persone non vogliono stare sui social, non usano whatsapp,
sono refrattarie alla tecnologia? Non capisco per quali motivi effettivi.
Trovo di gran lunga
più agevole comunicare intanto mediante la tecnologia, in specie nelle giornate
compresse che tutti abbiamo. Come si fa a prescinderne? Impossibile. Sarebbe
come rinunciare all’energia elettrica.
Parlare per telefono
non mi piace (più, da tempo, a me che da giovanissimo, o da giovane - diciamo
da giovanissimo - ci passavo ore e ore).
Ovviamente non si può
non usare il telefono, rete fissa e smartphone o quant’altro, ma per quanto mi
riguarda solo per motivi rari, o specifici. Preferisco il rapporto diretto, la
presenza fisica, guardare negli occhi, affidare tutto alla parola telefonica è
pure faticoso, dopo cinque minuti mi spazientisco. No, se richiamano una quarta
volta alzo la cornetta senza ascoltare e riattacco immediatamente.
E stacco.
19 aprile
*
Non ho
nessuna difficoltà a definirmi marxista, il che significa però aver rivisto gli
equivoci marxistici non teoreticamente fondati, non essendo una filosofia della
storia (Simmel meriterebbe una trattazione a parte) il materialismo storico,
che è invece più giusto chiamare “astratto” o “metafisico”. Dopodiché andiamo
pure avanti.
20
aprile
*
Non mi
faccio capace di come si possa celebrare la Resistenza senza considerare che Giovanni
Gentile fu ucciso proprio dai partigiani gappisti, oppure senza studiare
scientificamente il fascismo.
L’assassinio di Gentile fu un atto di barbarie.
L’assassinio di Gentile fu un atto di barbarie.
E chissà
quando mai vedremo questo film “L’ospite” di Ugo Frosi, già silenziato prima
ancora di arrivare nelle sale?
*
"Ho
fatto questa tiritèra perché nessuno trovi inverosimile che fra Canziano, senza
alcuna obbiezione, senza stupirsi, si sia incaricato di dire, nullameno che al
Padre Guardiano, che s'incomodasse a portarsi da una donnicciola che aveva
bisogno di parlargli."
(Alessandro
Manzoni, Fermo e Lucia, tomo I, cap.
III, “Il causidico”)
22
aprile
*
Leggo per
dare alterità al mio monologo interiore più o meno joyciano.
23 aprile
*
Mi sembra
legittima una ripresa dell’umanesimo classico in termini bruniani, nonostante
tutta la polemica antiumanistica pur molto presente in Giordano Bruno, che è
simbolo di libertà intellettuale per la sua concezione critica e dialettica
della verità. Anche quando si avanzano istanze di carattere gnomico, io
penserei a una molteplicità di interpretazioni - o infiniti mondi -, dove
quella più forte è naturalmente la più vera. È una questione di volontà di
potenza: chi stabilisce la verità? Il più forte. Più
forte dal punto di vista ermeneutico, non già della forza materiale bruta.
Volontà di potenza e non il potere dei politicanti che ci governano o gli
atroci strumenti repressivi che colpirono Bruno o i nostri contemporanei historici fures, ripetitori acritici di
quanto già detto da altri e alla ricerca dell’applauso universale, altrimenti
cadiamo di nuovo nell’equivoco della sorella di Nietzsche che fraintese tutto.
Poi io sono su posizioni abbastanza immoralistiche o piuttosto più vicine
all’etica che non alla morale: etica che a sua volta è prossima all’estetica.
24 aprile
*
I politici con le loro celebrazioni istituzionali, irrimediabilmente e
anche fastidiosamente retoriche, - con della buona fede magari, non dico di no,
specialmente in alcuni cittadini - ci invitano a onorare la giornata testé
trascorsa in nome della libertà di pensiero conquistata. Il che mi suona pure
demagogico.
Il problema è che il
pensiero in Italia è sempre stato in tensione coi poteri costituiti e appunto
con lo stato inteso nel suo aspetto trascendentale; si pensi a Machiavelli
esiliato, a Bruno mandato al rogo, a Galileo costretto all'abiura, e così via.
Quindi di che stiamo parlando non si sa. Non è lo stato la categoria
costitutiva del pensiero e guai se lo fosse o pretendesse di esserlo!
Fortunatamente il pensiero politico italiano è fuori dallo stato da sempre,
a parte il fatto che in Italia ci sono stati sempre decine di stati. Ma ci
mancherebbe soltanto ormai una filosofia dello stato! Non che manchino
tentazioni in questa direzione, mi pare, di pensiero unico e omologato, però...
26 aprile
*
Bisogna esser grati al cervello dei propri amici: il proprio non basta mai,
così si saltano alcuni passaggi “che tenem per fede” e si fa prima, è una
collaborazione cui tutti ci prestiamo a nostra volta.
Talora pure l'estraneo e addirittura il nemico - purché degno - danno a
loro insaputa o loro malgrado un contributo, ma in questi casi bisogna
impiegare del tempo a pensarci su.
27 aprile
*
Andrebbero però sostituite le metafore atmosferiche ormai impraticabili con
la parola latina cælum (nel passaggio
mediolatino cfr. Du Cange et alii, alle voci cælestim: Vergil. Grammat. ap. Maium. collect. forma octonaria vol.
pag. 72; cœlum: Concameratio, ex Anglico Seeling, quod idem sonat. Itali etiam
Cielo di Camera, laquearium vel lacunar
vocant. Gervasius Dorobern. de Combustione et reparat. Dorobern. Ecclesiæ:
[…] Cœlum inferius egregie dipictum,
superius vero tabulæ plumbeæ ignem interius ascensum celaverunt), più ampia
nel significato specialmente quando si affrontano determinati argomenti. Se
Francesco Bergamasco l’avesse adottata nella sua traduzione dal francese,
sarebbe stato magari infedele al testo originale ma più efficace nel seguente brano
tratto da Carrère:
«Ti sentirai smarrito, solo nel buio. Chiamerai aiuto, non risponderà
nessuno. Meglio che ti prepari a quel momento, anche se sarai sempre colto di
sorpresa e barcollerai. Questo è ciò che si chiama la croce. Non c’è gioia
dietro la quale non si scorga l’ombra della croce. Dietro la gioia c’è la
croce, te ne accorgerai presto, del resto lo sai già. Quello che ci metterai
più tempo a scoprire, forse tutta la vita, ma ne vale la pena, è che dietro la
croce c’è la gioia, e una gioia inespugnabile. La strada è lunga. Non avere
paura, ma non stupirti se ne avrai. Non stupirti se dubiterai, ti dispererai,
accuserai il Signore di essere ingiusto e di chiederti troppo. Quando lo
penserai, ricordati questa storia: c’è un uomo che si ribella e si lamenta,
come hai fatto e farai ancora tu, perché gli tocca portare una croce più
pesante di quella degli altri. Un angelo lo sente, e sulle sue ali lo conduce
nella parte del cielo dove sono conservate le croci di tutti gli uomini.
Milioni, milioni di croci, di ogni misura. L’angelo gli dice: “Scegli quella
che vuoi”. L’uomo ne saggia alcune, le confronta, prende quella che gli sembra
più leggera. L’angelo sorride e dice: “Era la tua”.»
(Emmanuel Carrère, Il Regno, p. 48)
29
aprile
*
La
cornice nella narrazione ce la metteva Boccaccio, sia pure rifatto da Busi. Lui
ancora seguiva l'estetica aristotelica (Boccaccio, non magari Busi)!
30 aprile
Iscriviti a:
Post (Atom)
-
Camillo Miola, L'oracolo (1880) Fabularum Phaedri – Liber Primus – Lupus et agnus Ad rivum eundem lupus et agnus venerant...
-
Nel 18 a.C. viene approvata, su proposta di Augusto, la lex Iulia de adulteriis coercendis : una legge fondamentale, la cui importanza ne...
-
Il fascino dell' Eneide consiste, oltre che nella sua incompiutezza appena percepibile, nell'essere un'opera ideologic...


