mercoledì 8 novembre 2017

“Vi faccio i miei complimenti in nome dell’Inghilterra"



Racconta Roger Peyrefitte nel suo romanzo che Jacques d’Adelswärd-Fersen andò per la prima volta a Capri all’età di diciassette anni, proprio in quel 1897 in cui Wilde e Alfred Douglas si trovavano da quelle parti. Abitavano a Villa Federico. L’isola era ancora dominata dal fantasma pagano di Tiberio. Fersen era in compagnia di Robert de Tournel, più grande di lui e suo iniziatore ai misteri del Sud e dell’Oriente. Andarono a pranzare al Quisisana, albergo frequentato soprattutto da inglesi e da qualche tedesco, il menu era in francese. A un certo punto, fecero il loro ingresso Wilde e Alfred Douglas.
Un cliente inglese protestò immediatamente col maître: se quei due signori avessero pranzato lì, lui se ne sarebbe andato e fece anche per alzarsi. Il suo esempio fu seguito da altri. Al maître non restò che dire, con poco credibile diplomazia, ai due indesiderati avventori che non c’era posto per loro in quanto tutti i tavoli erano già stati riservati.
Fersen suggerì a de Tournel di invitarli al loro tavolo, ma questi non volle. Del resto si capiva che non era possibile. Fersen notò che Wilde aveva le lacrime agli occhi. Però Bosie non si perse d’animo, appoggiò il bastone sulla spalla del maître e gli disse, con la sua formidabile aria insolente:
“Vi faccio i miei complimenti in nome dell’Inghilterra.”[1]
L’incontro con Wilde a Capri fu fondamentale per Fersen. La cosa ancora più straordinaria fu che il giovane poeta fece recapitare a Villa Federico, per Wilde, gladioli e tuberose. Wilde lo ringraziò col seguente biglietto:
«Signore, avete versato il balsamo della vostra giovinezza sulla ferita inferta dai farisei. Non me ne stupisco perché siete francese e in Francia ho avuto nobili appoggi nella mia disgrazia. Possa il vostro gesto portarvi felicità! È l’augurio che formulo nel lasciare quest’isola senza aver avuto il piacere di conoscervi. Di Capri ricorderò soltanto i vostri gladioli e le vostre tuberose.»[2]


[1] Roger Peyrefitte, L’esule di Capri, prefazione di Jean Cocteau, Capri, 2003, p. 21.
[2] Peyrefitte 2003, p. 32.


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