sabato 21 aprile 2012

Mostra in memoria di Antinoo a Tivoli. Una recensione



È in corso a Tivoli, presso Villa Adriana, dal 5 aprile al 4 novembre 2012 la mostra intitolata Antinoo. Il fascino della bellezza, dedicata al favorito di Adriano che annegò nelle acque del Nilo e cui l’imperatore tributò onori divini dopo la morte. L’importanza di questa iniziativa è una riprova tangibile del principato umanistico (come esaltazione della conoscenza filosofica in senso sia formale sia lato) di Adriano (117-138 d.C.) che insieme a Antonino Pio e Marco Aurelio si impose come un’anomalia del regime illiberale che durava dall’epoca dei Giulio-Claudi e non avrebbe più conosciuto eccezioni successive a parte forse i soli Galieno e Giuliano l’Apostata.
Antinoo non era che un ragazzo dotato di qualità intellettuali e morali tutto sommato ordinarie, quello che doveva aver attratto il principe fu la simbolizzazione del proprio progetto di riforma estetica nell’ambito dell’amministrazione delle province, che vide incarnato in lui quando lo conobbe in Bitinia. La novità di questa mostra è soprattutto nell’egittizzazione dell’erómenos associato al culto di Iside e nella rappresentazione speculare di sguardi col maturo erastés che appare, secondo l’inconografia ufficiale, sempre con la barba all’uso dei filosofi antichi di contro all’espressione consapevole e malinconica dell’altro. Il protocollo che dai tempi di Augusto riservava la deificazione soltanto ai membri della famiglia reale fu comunque clamorosamente rotto nonostante lo sconcerto silenzioso di un senato del resto, dopo la morte di Cesare, esautorato di qualsivoglia funzione effettuale.
Si avverte il potere illimitato del principe, la cui presenza metteva a disagio Frontone e dall'autoritarismo evidente. Il cordoglio per il lutto fu universale, la morte di Antinoo lo gettò in una disperazione che arrivò tuttavia a imbarazzare la corte, già trasferita in gran parte da Roma alla Villa, che è una vera e propria città, anche più grande di Pompei. Oltre alle ipotesi già formulate del suicidio e di un banale incidente, è probabile che Antinoo sia caduto per volontà di altri cortigiani smaniosi di prenderne il posto. Le Memorie di Adriano della Yourcenar sono pur sempre il più espressivo documento romanzato, ma basato sull’Historia Augusta, delle vicende di questo singolare imperatore, assimilabile ad Augusto (amico di Mecenate e del filosofo Areio) e al macedone Antigono Gonota. I suoi numerosi viaggi non furono tanto i capricci di un esteta quanto un vero e proprio metodo di governo, Adriano arrivò tardi al trono e grazie a un raggiro col prefetto del pretorio e con Plotina, moglie del predecessore Traiano, che lo nominò erede solo in punto di morte, l’8 agosto 117. Anche gli storici antichi dubitavano della legittimità della successione.





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