lunedì 16 aprile 2018

Ancora luoghi comuni su Alfred Bosie Douglas - THE HAPPY PRINCE di Rupert Everett


Rupert Everett è mostruosamente bravo nel ruolo di Oscar Wilde in The Happy Prince che, non c’è dubbio, dal punto di vista scenografico e decorativo è un film spettacolare. Ma non si sottrae a un certo manicheismo: da una parte la santificazione di Wilde, dall'altra la demonizzazione di Bosie (Colin Morgan), ovviamente anche qui automaticamente responsabile della rovina dello scrittore irlandese. C’era da aspettarselo. Ma Bosie Douglas ha una complessità maggiore dello stereotipo rappresentato, e che ora sarebbe troppo lungo spiegare, tant’è vero che ci ho scritto un intero libro. Diciamo che, per esempio, le ragioni per cui i due si dovettero separare a Napoli sono molto meno semplicistiche di quelle che racconta Everett. Una battuta in pieno stile wildiano, alla fine del film: “Sarai soltanto una nota a piè di pagina, sgualdrina!” urla Bosie a Robert Ross ai funerali di Wilde, accennando a quello che noi posteri avremmo detto di tutti loro. Io infatti ho dedicato a Robert Ross soltanto un capitoletto di Defending Bosie che uscirà tra non molto.

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